1. PREMESSA
L’Agenzia delle En­tra­te, con il provv. 15.1.2020 n. 8932, ha approvato i modelli di “Certificazione Unica 2020” (CU 2020), relativi all’anno 2019, unitamente alle relative istruzioni di compilazione e al­le informazioni per il contribuente, che il sostituto d’imposta deve:
  • trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate, entro il 9.3.2020 (in quanto il 7.3.2020 cade di sabato), utilizzando il modello “ordinario”, al fine di acquisire i dati per la precompilazione, da parte della stessa Agenzia, dei modelli 730/2020 e REDDITI PF 2020 e in funzione sostitutiva della dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770/2020);
    • utilizzare per consegnare la certificazione al soggetto sostituito, percettore del reddito, entro il 31.3.2020, utilizzando il modello “sintetico”, che contiene un numero di informazioni inferiore rispetto al modello “ordinario”.
Con l’art. 1 co. 933 della L. 27.12.2017 n. 205 (legge di bilancio 2018) è stato stabilito, a regime, che le Certificazioni Uniche che non contengono dati da utilizzare per l’elabo­razione della dichia­ra­zione precompilata possono essere trasmesse all’A­genzia delle Entrate entro il termine previsto per la trasmissione telematica dei modelli 770 (31 ottobre).
 
Di seguito si riepilogano i principali aspetti relativi alla “Certificazione Unica 2020”.
  1. AMBITO APPLICATIVO DELLA “CERTIFICAZIONE UNICA 2020”
La “Certificazione Unica 2020” riguarda:
  • i redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati, di cui agli artt. 49 e 50 del TUIR, cor­risposti nel 2019 ed assoggettati a tassazione ordinaria, a tassazione separata, a rite­nuta a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva;
  • i redditi di lavoro autonomo di cui all’art. 53 del TUIR (es. compensi professionali, diritti d’au­tore o d’inventore, ecc.), corrisposti nel 2019;
  • le provvigioni, comunque denominate, per prestazioni, anche occasionali, inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procaccia­men­­to d’affari, corrisposte nel 2019, soggette alla ritenuta di cui all’art. 25-bis del DPR 600/73;
  • le provvigioni derivanti da vendite a domicilio di cui all’art. 19 del DLgs. 31.3.98 n. 114, as­sog­gettate a ritenuta a titolo d’imposta;
  • i corrispettivi erogati dal condominio nel 2019 per prestazioni relative a contratti di appalto, soggetti alla ritenuta dell’art. 25-ter del DPR 600/73;
  • i corrispettivi erogati per contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni (“locazioni brevi”), di cui all’art. 4 del DL 50/2017 (conv. L. 96/2017);
  • alcuni redditi diversi ai sensi dell’art. 67 del TUIR (es. compensi per attività occasionali di la­voro autonomo e per attività sportiva dilettantistica, ecc.), corrisposti nel 2019;
  • le indennità corrisposte per la cessazione di rapporti di agenzia, per la cessazione da fun­zio­ni notarili e per la cessazione dell’attività sportiva quando il rapporto di lavoro è di natura autonoma;
  • l’ammontare complessivo dei compensi erogati nel 2019 a seguito di procedure di pigno­ra­mento presso terzi, di cui all’art. 21 co. 15 della L. 27.12.97 n. 449;
  • l’ammontare complessivo delle somme erogate a seguito di procedure di esproprio, di cui all’art. 11 della L. 30.12.91 n. 413;
  • le relative ritenute operate;
  • le detrazioni d’imposta effettuate;
  • i contributi previdenziali e assistenziali dovuti all’INPS e ad altri Enti;
  • i dati assicurativi INAIL.
2.1 Redditi esenti
La Certificazione Unica 2020 deve essere utilizzata anche per attestare l’ammontare dei redditi cor­­ri­­sposti nell’anno 2019 che non hanno concorso alla formazione del reddito im­po­nibile ai fini fiscali e contributivi.
 
2.2 Compensi erogati ai “contribuenti minimi” e ai “contribuenti forfettari”
La Certificazione Unica 2020 deve essere utilizzata anche per attestare l’ammontare dei compensi corrisposti nel 2019 alle persone fisiche che:
  • ap­pli­cano il regime age­volato re­lativo:
    • ai c.d. “contribuenti minimi” (art. 27 del DL 98/2011);
    • oppure ai “contribuenti forfettari” (art. 1 co. 54 - 89 della L. 190/2014);
  • non hanno subito ritenute alla fonte su tali compensi.
 
2.3  Redditi erogati dai “contribuenti forfettari” ex L. 190/2014
2.3.1 Redditi di lavoro dipendente e assimilati
I contribuenti in regime forfetario ai sensi della L. 190/2014 non sono tenuti a operare le ritenute alla fonte, ad eccezione, dall’1.1.2019, delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati di cui agli artt. 23 e 24 del DPR 600/73 (art. 1 co. 69 della L. 190/2014, come modificato dall’art. 6 del DL 34/2019, conv. L. 58/2019).
Tali soggetti diventano quindi obbligati a utilizzare la Certificazione Unica anche ai fini fiscali e non solo più ai fini previdenziali (interpello DRE Campania 19.5.2017 n. 954-881/2017).
In relazione ai redditi di lavoro dipendente e assimilati corrisposti nel 2019, i “contribuenti forfettari” devono quindi compilare la Certificazione Unica 2020, da trasmettere all’Agenzia delle Entrate e da consegnare ai lavoratori.
 
2.3.2 Altri redditi
Per le somme corrisposte aventi natura diversa dai redditi di lavoro dipendente e assimilati, i soggetti in regime forfetario hanno comunque la facoltà di operare le ritenute alla fonte, senza che ciò costituisca comportamento concludente per la fuoriuscita dal regime forfetario (circ. Agenzia delle Entrate 10.4.2019 n. 9, § 4.2).
Se tali ritenute rientrano nell’ambito applicativo della Certificazione Unica, il “contribuente forfettario” deve quindi compilare la Certificazione Unica 2020, da trasmettere all’Agenzia delle Entrate e da consegnare ai contribuenti-sostituiti.
 
2.4 Datori di lavoro non sostituti d’imposta
La Certificazione Unica 2020 deve essere rilasciata, limitatamente ai dati previdenziali e assisten­ziali relativi all’INPS, anche dai datori di lavoro che non sono sostituti d’im­posta e che erano tenuti:
  • alla compilazione del modello 01/M, anteriormente al DLgs. 314/97 che ha introdotto il mo­dello CUD;
  • ovvero alla presentazione del modello DAP/12, in relazione ai dirigenti di aziende industriali.
Si ricorda che non sono sostituti d’imposta, ma devono rilasciare la Certificazione Unica a fini con­tri­butivi, ad esempio:
  • le Ambasciate;
  • gli Organismi internazionali (es. FAO e NATO);
  • lo Stato Città del Vaticano;
  • le aziende straniere che assicurano i lavoratori italiani occupati all’estero in Pae­si non con­ven­­­zionati, ai sensi del DL 31.7.87 n. 317, conv. L. 3.10.87 n. 398.
Lavoratori domestici
La Certificazione Unica 2020 non deve invece essere consegnata ai lavoratori domestici (es. colf, ba­dan­ti), ai quali va consegnata una “dichiarazione sostitutiva” semplificata.
 
2.5 Certificazione dei dividendi, dei capital gain e degli altri redditi di capitale
La Certificazione Unica 2020 non riguarda invece la certificazione:
  • dei dividendi e dei proventi equiparati, nonché delle relative ritenute operate o delle imposte sostitutive applicate, che deve continuare ad avvenire me­dian­­te l’apposito modello CUPE (ap­­provato, da ultimo, con il provv. Agenzia delle Entrate 15.1.2019 n. 10663; le relative istru­zioni sono state aggiornate il 15.1.2020);
  • dei capital gain, per i quali rimane la certificazione in forma “libera”, che deve contenere:
    • le generalità e il codice fiscale del contribuente;
    • la natura, l’oggetto e la data dell’operazione;
    • la quantità delle attività finanziarie oggetto dell’operazione;
    • gli eventuali corrispettivi, differenziali e premi;
  • degli interessi e altri redditi di capitale, per i quali rimane la certificazione in forma “libera”, purché attesti l’ammontare:
    • delle somme e dei valori corrisposti, al lordo e al netto di eventuali dedu­zioni spet­­­tanti;
    • delle ritenute operate.
  1. TRASMISSIONE TELEMATICA DELLA “CERTIFICAZIONE UNI­CA 2020” ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Al fine di acquisire i dati necessari per la precompilazione delle dichiarazioni dei redditi (modelli 730 e REDDITI PF), i sostituti d’imposta de­vono trasmet­tere le certifica­zio­ni delle somme e dei valori corri­sposti:
  • all’Agen­zia delle Entrate
  • in via telematica:
    • direttamente, mediante il servizio telematico Entratel o Fisconline;
    • oppure tramite un intermediario abilitato (es. dottori commercialisti, esperti contabili, con­su­lenti del lavoro, società del gruppo, ecc.).
Per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate delle Certificazioni Uniche 2020, il sostituto d’impo­sta deve utilizzare il modello “ordinario”:
  • che ha un contenuto più dettagliato rispetto alla versione “sintetica” da consegnare al con­tri­buente, in funzione sostitutiva della dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770/2020);
  • da compilare secondo le istruzioni approvate dall’A­genzia delle Entrate.
Il modello “ordinario” di Certificazione Unica 2020 è infatti costituito:
  • dal frontespizio;
  • dal quadro CT, relativo alla comunicazione della “sede telematica” per la ricezione dei mo­del­li 730-4 relativi ai conguagli;
  • dalla parte relativa ai dati del sostituto d’imposta e del contribuente-sostituito (lavoratore di­pen­dente o autonomo, pensionato o altro percettore delle somme);
  • dalla parte relativa alla certificazione dei redditi di lavoro dipendente, assimilati e all’assi­sten­za fiscale, suddivisa tra:
    • dati fiscali;
    • dati previdenziali e assistenziali;
    • dati assicurativi INAIL;
    • annotazioni;
  • dalla parte relativa alla certificazione dei redditi di lavoro autonomo, delle provvigioni e dei redditi diversi;
  • dalla parte relativa alla certificazione dei redditi derivanti dalle “locazioni brevi” ai sensi dell’art. 4 del DL 50/2017.
Nel caso in cui la Certificazione Unica attesti solo redditi di lavoro dipendente e assimilati, ovvero solo redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi, o soltanto compensi erogati a seguito di “locazioni brevi”, deve essere inviata all’Agenzia delle En­trate esclusivamente la parte della Cer­tificazione Unica relativa alle tipologie reddituali erogate.

Dati relativi al contribuente
Si segnala che, tra i dati relativi al contribuente, deve essere indicato il codice della “categoria parti­colare”, secondo quanto previsto nella “Tabella F” posta in appendice alle istruzioni della Cer­tifi­ca­zione Unica 2020, che viene di seguito riportata.

 
3.1 Dati fiscali relativi ai redditi di lavoro dipendente e assimilati
In questa parte del modello “ordinario” della Certificazione Unica 2020 devono essere indicati:
  • i dati relativi ai redditi corrisposti nel 2019;
  • i dati del rapporto di lavoro;
  • le ritenute a titolo di IRPEF e di addizionali regionale e comunale;
  • i dati relativi all’assistenza fiscale prestata nel 2019 (modelli 730/2019), sia in relazione al di­chiarante che al coniuge (in caso di modello 730/2019 congiunto);
  • gli oneri detraibili e deducibili;
  • le detrazioni e i crediti d’imposta;
  • i dati relativi al bonus di 80,00 euro in busta paga (c.d. “bonus Renzi”);
  • i dati relativi alla previdenza complementare;
  • i dati relativi ai lavoratori “frontalieri”, ai redditi esenti, ai bonus e stock option soggetti all’addi­zionale del 10%;
  • i redditi assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta;
  • i redditi erogati da altri soggetti (es. in caso di conguaglio complessivo di fine anno o di operazioni straordinarie);
  • i dati relativi ai redditi assoggettati a tassazione separata (TFR e indennità equipollenti, altre in­dennità, prestazioni in forma di capitale dei fondi pensione, compensi relativi ad anni pre­cedenti, ecc.); deve essere indicata anche l’imposta sostitutiva sulle rivalu­tazioni del TFR maturate nell’anno, indipendentemente dalla cessazione del rapporto di lavoro;
  • i dati relativi alle somme erogate ai dipendenti privati per premi di risultato o partecipazione agli utili dell’impresa, soggette all’imposta sostitutiva del 10%;
  • i dati relativi ad operazioni straordinarie;
  • i dati relativi ai familiari fiscalmente a carico, anche qualora non ci siano le condizioni per usu­fruire delle detrazioni IRPEF per carichi di famiglia; l’indicazione del codice fisca­le del coniuge non fiscalmente a carico è facoltativa; per “coniuge” si intende anche ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso;
  • i dati relativi ai rimborsi di alcuni beni e ai servizi non soggetti a tassazione ai sensi
    dell’art. 51 co. 2 del TUIR, nell’ambito del c.d. “welfare aziendale”;
  • i dati relativi ad al­cune tipologie di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui
    all’art. 50 co. 1 del TUIR, per dare distinta indicazione di particolari tipologie reddituali per le quali è previsto un inquadramento fiscale non sempre coincidente con quello previdenziale;
  • i dati relativi ai contribuenti residenti a Campione d’Italia.
 
3.1.1 Principali novità
Con riferimento alla Certificazione Unica 2020, relativa all’anno 2019, le principali novità riguardano:
  • l’utilizzo dei premi di produzione dei dipendenti per sostenere l’onere del riscatto dei periodi “scoperti”; l’art. 20 del DL 28.1.2019 n. 4 (conv. L. 28.3.2019 n. 26) ha infatti previsto, in via sperimentale per il triennio 2019-2021, la possibilità di riscattare periodi non coperti da contribuzione (c.d. “pace contributiva”); per i lavoratori del settore privato l’onere per il riscatto può essere sostenuto dal datore di lavoro dell’assicurato destinando, a tal fine, i premi di pro­duzione spettanti al lavoratore stesso; la Certificazione Unica 2020 prevede quindi specifici punti (581 e 601) per indicare le somme utilizzate per il riscatto in sostituzione del premio di risultato;
  • l’introduzione dei nuovi punti 631 e 632, al fine di evidenziare la scelta di convertire i premi di risultato in contributi da versare a forme pensionistiche complementari o ad enti o casse aventi fine assistenziale, qualora i premi convertiti vengano versati in anni successivi;
  • la sostituzione del punto 479 con il nuovo punto 474, in cui indicare il valore delle eventuali erogazioni e compensi in natura, a prescindere dal loro ammontare (che non concorrono alla formazione del reddito se di importo non superiore a 258,23 euro);
  • la riduzione IRPEF per il comparto sicurezza e difesa (nuovi punti da 381 a 386, da 515 a 518 e nuova annotazione “BO”); l’art. 45 co. 2 del DLgs. 29.5.2017 n. 95 ha infatti previsto, a favore del personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate, in ragione della specificità dei compiti e delle condizioni di stato e di impiego, titolare di reddito di lavoro dipendente complessivamente non superiore, in ciascun anno precedente, a 28.000,00 euro, una riduzione dell’IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali sul trattamento economico accessorio, comprensivo delle indennità di natura fissa e continuativa;
  • la detassazione del trattamento di fine servizio (TFS) dei dipendenti pubblici, introdotta con l’art. 24 del DL 28.1.2019 n. 4, conv. L. 28.3.2019 n. 26 (nuovi punti 912, 913 e 914 e nuova annotazione “CB”);
  • l’introduzione delle nuove annotazioni “CD” e “CE”, relative alla ripresa della riscossione degli importi delle imposte sospese a seguito degli eventi sismici verificatisi nel 2016 e 2017 nelle Regioni Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria; in particolare devono essere indicati, rispettivamente, gli importi versati dal sostituto d’imposta per conto del lavoratore oppure delle rate ancora da versare al momento della cessazione del rapporto di lavoro;
  • l’introduzione della nuova annotazione “CL”, relativa alla presenza di importi non trattenuti in sede di assistenza fiscale (modello 730), che il contribuente-sostituito dovrà versare autonomamente;
  • in caso di operazioni straordinarie senza estinzione del precedente sostituto e con passaggio di dipendenti senza interruzione del rapporto di lavoro, le istruzioni alla Certificazione Unica 2020 precisano che il punto 23 (relativo all’ammontare dell’addizionale regionale IRPEF del 2018 trattenuta nel 2019) dovrà essere compilato nelle rispettive Certificazioni Uniche, sia dal soggetto cedente sia da quello subentrante, riportando unicamente quanto da ciascuno trattenuto (regole analoghe dovrebbero valere per l’addizionale comunale, da indicare nel successivo punto 25);
  • i redditi prodotti in euro dalle persone fisiche iscritte nei registri anagrafici di Campione d’Italia; l’art. 25-octies co. 4 del DL 23.10.2018 n. 119 (conv. L. 17.12.2018 n. 136) ha infatti sostituito l’art. 188-bis del TUIR, rimodulando la modalità di tassazione dei redditi prodotti in euro a Campione d’Italia; in particolare è stata prevista una riduzione sul reddito complessivo pari alla percentuale di abbattimento calcolata per i redditi in franchi svizzeri (30%), con un abbattimento minimo di 26.000,00 euro. A tal fine è stata prevista un’apposita sezione della Certificazione Unica 2020 per indicare nella prima parte (nuovi punti da 761 a 766) il compenso al lordo della riduzione e nella seconda parte (nuovi punti da 771 a 775) il compenso netto percepito dal contribuente non prodotto a Campione d’Italia, specificando nella nuova annotazione “CA” l’agevolazione riconosciuta.
Si segnala inoltre che nella Certificazione Unica 2020:
  • non deve più essere indicato l’importo del reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze che il percipiente abbia comunicato al sostituto d’imposta (vecchio punto 464);
  • non sono più contenute le indicazioni relative alla quota integrativa della retribuzione (Qu.I.R.), il c.d. “TFR in busta paga”, in quanto la sua applicazione è cessata con il periodo di paga scaduto il 30.6.2018.
Modifiche al regime degli “impatriati”
In merito al regime degli “impatriati” di cui all’art. 16 del DLgs. 147/2015, l’art. 5 co. 1 - 2 del
DL 34/2019 (conv. L. 58/2019), in relazione ai soggetti che trasferiscono la residenza fiscale in Italia dal 2020, ha stabilito che i redditi di lavoro dipendente e assimilati concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30% del loro ammontare, misura ulteriormente ridotta al 10% per coloro che trasferiscono la residenza nelle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sar­de­gna o Sicilia, a decorrere dal periodo d’imposta in cui è avvenuto il trasferimento della residenza fiscale in Italia e per i quattro periodi successivi.
Inoltre, è stato stabilito che i redditi degli sportivi professionisti sono imponibili limitatamente al 50% del loro ammontare (non si applica la riduzione al 10%).
 
Successivamente, l’art. 13-ter del DL 124/2019 (conv. L. 157/2019), sostituendo il co. 2 dell’art. 5 del DL 34/2019, ha disposto che le nuove misure dell’agevolazione (imponibilità generale al 30% o 10% invece del 50%) si applichino a partire dal periodo d’imposta 2019, in relazione ai soggetti che a decorrere dal 30.4.2019 trasferiscono la residenza fiscale in Italia ai sensi dell’art. 2 del TUIR e risultano beneficiari del regime previsto dall’art. 16 del DLgs. 147/2015.
Al fine della compilazione della sezione della Certificazione Unica 2020 “Altri dati” - “Redditi esenti” (punti 464 e 465), sono stati quindi istituiti i nuovi codici “9”, “10” e “11” che individuano, rispettivamente, i redditi che possono beneficiare dell’esenzione del 70%, del 90% o del 50% (per gli sportivi professionisti).
Qualora il sostituto d’imposta non abbia applicato l’abbattimento dell’imponibile in base alla suddette percentuali, deve indicare nelle annotazioni, utilizzando rispettivamente i nuovi codici “CQ”, “CR” e “CS”, l’ammontare di tali somme per consentire al lavoratore di fruire dell’agevolazione in sede di dichiarazione dei redditi.
 
L’applicazione dell’“anticipazione” di cui al suddetto art. 13-ter del DL 124/2019 è però subordinata all’emanazione di un apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che disciplini l’accesso alle prestazioni dell’apposito “Fondo Controesodo”, non ancora emanato.
Pertanto, qualora tale DM non intervenga in tempo utile per l’effettuazione del conguaglio 2019 entro il 28.2.2020, le nuove indicazioni previste dalla Certificazione Unica 2020 non sono applicabili e il sostituto d’imposta deve riconoscere l’esenzione del 50%, come per i lavoratori rientrati in Italia entro il 29.4.2019, indicando il codice “5” nel punto 464 e nel successivo punto 465 l’importo del 50% che non ha concorso a formare il reddito imponibile.
 
3.1.2 Compensi corrisposti ai soci di cooperative artigiane
Si ricorda che l’art. 1 co. 114 della L. 208/2015 (legge di stabilità 2016) ha disposto l’inclusione tra i redditi assimilati al lavoro dipen­dente dei compensi corrisposti ai soci di cooperative artigiane che stabiliscono un rapporto di lavoro in forma autonoma. Tale qualificazione fiscale non influisce però sul relativo regime previdenziale.
In relazione a tali compensi è necessario anche indicare, nella sezione dati anagrafici relativi al per­cettore delle somme, il codice “Z3”, rilevabile dalla tabella F sopra riportata.
 
3.2 Dati contributivi INPS
In questa parte del modello “ordinario” della Certificazione Unica 2020 devono essere indicati i dati previdenziali e assistenziali relativi alla contribuzione dovuta al­l’INPS, suddivisi tra:
  • lavoratori subordinati del settore privato;
  • dipendenti pubblici (gestioni ex INPDAP);
  • collaboratori coordinati e continuativi, altri lavoratori “parasubordinati” e lavoratori autonomi oc­casionali, iscritti alla Gestione separata ex L. 335/95.
Lavoratori agricoli
La parte relativa ai dati contributivi INPS non deve essere compilata in relazione agli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato.
L’obbligo di certificazione viene infatti assolto dall’INPS, in base ai dati comunicati dal datore di lavoro tramite le dichiarazioni trimestrali della manodopera occupata.
 
3.3    Dati contributivi di enti diversi dall’INPS
Nella sezione “Altri Enti” del modello “ordinario” della Certificazione Unica 2020 devono essere indi­ca­ti i dati relativi alla contribuzione afferente ad Enti diversi dal­l’INPS (es. Casse di previdenza e as­sistenza di medici, infermieri, psicologi, biologi, vete­rinari e giornalisti).
 
3.4 Dati ASSICURATIVI INAIL
Nella Certificazione Unica 2020 devono essere indicati anche i dati assicurativi INAIL, riferiti a tutti i soggetti per i quali ricorre la tutela obbligatoria ai sensi del DPR 1124/65, già soggetti alla denuncia nominativa di cui alla L. 63/93.
 In particolare, il punto 71 (“Qualifica”) deve essere compilato nell’ipotesi in cui il lavoratore appar­tenga ad una delle “Ulteriori categorie” previste dalla seguente tabella, utilizzando i relativi codici in essa indicati.

3.5 Dati relativi ai redditi di lavoro autonomo, alle prov­vigioni e ai redditi diversi
Nella parte del modello “ordinario” della Certificazione Unica 2020 relativa ai redditi di lavoro auto­no­mo, alle provvigioni e ai previsti redditi diversi devono essere indicati:
  • la tipologia reddituale, sulla base delle previste causali;
  • l’ammontare lordo corrisposto;
  • le somme non soggette a ritenuta per regime convenzionale e le altre somme non soggette a ritenuta;
  • l’imponibile;
  • le ritenute a titolo d’acconto o d’imposta effettuate, nonché le ritenute sospese per effetto di eventi eccezionali;
  • i dati relativi alle addizionali IRPEF regionali e comunali (trattenute a titolo d’acconto o d’im­posta oppure sospese);
  • le spese rimborsate e le ritenute rimborsate;
  • i contributi previdenziali a carico del soggetto erogante o del percipiente;
  • le somme corrisposte in caso di fallimento e liquidazione coatta amministrativa;
  • i redditi erogati da altri soggetti;
  • i dati relativi a casi particolari in presenza di operazioni straordinarie;
  • le somme liquidate a seguito di pignoramento presso terzi;
  • le somme corrisposte a titolo di indennità di esproprio, altre indenni­tà e interessi.
 
3.6 Dati relativi alle “locazioni brevi”
Nel modello “ordinario” della Certificazione Unica 2020 è inoltre presente il prospetto per indi­care i dati dei contratti di “locazione breve” e le ritenute operate sui relativi corrispettivi.
L’art. 4 del DL 24.4.2017 n. 50 (conv. L. 21.6.2017 n. 96), attuato con il provv. Agenzia delle Entrate 12.7.2017 n. 132395, ha infatti introdotto una ritenuta del 21% sui corrispettivi lordi dovuti per i contratti di locazione di unità immobiliari ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, sti­pulati dall’1.6.2017 da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, comprese le sublocazioni e le concessioni in godimento a terzi a titolo oneroso da parte del comodatario.
L’obbligo di applicazione della ritenuta riguarda gli intermediari immobiliari e i soggetti che gesti­scono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare, qualora incassino i canoni o corrispettivi relativi ai sud­detti contratti o intervengano nel loro pagamento (si vedano anche i chiarimenti forniti dalla circ. Agenzia delle Entrate 12.10.2017 n. 24).
 
Nel prospetto devono essere indicati:
  • i dati relativi all’indirizzo dell’immobile;
  • la durata del contratto nell’anno di riferimento;
  • l’importo del corrispettivo;
  • la ritenuta operata.
Se il corrispettivo è stato percepito da un soggetto non proprietario, in caso di sublocazione o di concessione in godimento da parte del comodatario, occorre barrare l’apposita casella.

Comunicazione in forma aggregata
I dati riferiti ai contratti relativi al medesimo immobile e stipulati dal medesimo soggetto locatore possono essere comunicati anche in forma aggregata, indicando nell’apposita casella il numero complessivo dei contratti stipulati.
Per ogni singola unità immobiliare, l’esposizione dei dati relativi ai contratti di locazione deve es­sere effettuata adottando sempre il medesimo criterio, cioè in forma aggregata o in forma analitica.
 
3.7 Termine di trasmissione
La trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle Certificazioni Uniche 2020 deve avvenire entro il 9.3.2020 (in quanto il 7.3.2020 cade di sabato).
Certificazioni Uniche che non contengono dati da utilizzare per la dichiarazione precompilata
Con l’art. 1 co. 933 della L. 27.12.2017 n. 205 (legge di bilancio 2018) è stata data “veste nor­ma­tiva” alla possibilità di dif­­ferire l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate delle Certificazioni Uniche:
  • non rilevanti per la predisposizione delle dichiarazioni precompilate, che devono essere rese disponibili ai contribuenti entro il 15 aprile;
  • entro il maggior termine previsto per la trasmissione telematica dei modelli 770;
  • a regime.
Tale possibilità, infatti, era già stata prevista dall’Agenzia delle Entrate, per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, ma solo nell’ambito di proprie circolari.
 
Potranno quindi essere trasmesse entro il 2.11.2020 (termine per la presentazione del modello 770/2020, considerando che il 31.10.2020 cade di sabato) le Certificazioni Uniche 2020 riguardanti, ad esempio:
  • i redditi di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio abituale di arti o professioni, comprese quel­le relative ai c.d. “contribuenti minimi” (ex art. 27 del DL 98/2011) o ai “contribuenti forfetari” (ex L. 190/2014);
  • le provvigioni;
  • i corrispettivi erogati dal condominio per prestazioni relative a contratti di ap­palto;
  • i redditi esenti.
Devono invece essere trasmesse all’Agenzia delle Entrate, entro l’ordinaria scadenza del 9.3.2020, le Certificazioni Uniche 2020 riguardanti, ad esempio:
  • i redditi di lavoro autonomo occasionale o derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere;
  • i redditi derivanti dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno (diritti d’autore e d’inven­tore);
  • gli utili percepiti da associati in partecipazione con apporto di solo lavoro;
  • i compensi derivanti dallo svolgimento di attività sportive dilettantistiche, ovvero da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere ammini­stra­tivo-gestionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche;
  • le “locazioni brevi”.
Differimento del termine dal 2021
Si segnala che, a decorrere dal 2021, quindi con effetto dalle Certificazioni Uniche 2021 (relative al 2020), il termine per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate sarà differito dal 7 al 16 marzo (art. 16-bis co. 2 e 5 del DL 124/2019, conv. L. 157/2019).
Rimane invece ferma la scadenza del 31 ottobre per le Certificazioni Uniche che non contengono dati da utilizzare per la dichiarazione precompilata.
 
3.8 Modalità di trasmissione telematica
Il sostituto d’imposta deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate i modelli “ordinari” delle Certifica­zio­ni Uniche 2020:
  • in via telematica;
  • direttamente o avvalendosi di un intermediario abilitato (è ammesso il c.d. “impegno cumulativo” all’invio di più dichiarazioni e comunicazioni, ai sensi dell’art. 3 co. 6-bis del DPR 322/98, inserito dall’art. 4-ter del DL 34/2019 conv. L. 58/2019);
  • nel rispetto delle previste specifiche tecniche.
Nell’ambito del flusso telematico (c.d. “fornitura”) è possibile:
  • da parte dello stesso sostituto d’im­posta, invia­re più certificazioni relative a singoli dipendenti e lavoratori autonomi;
  • da parte dell’intermediario, inviare le certificazioni relative a diversi sostituti d’imposta.
 
3.8.1 Suddivisione del flusso telematico
Il flusso telematico può essere suddiviso inviando, oltre al frontespizio e all’eventuale quadro CT:
  • le certificazioni dei dati relativi ai redditi di lavoro dipendente e assimilati;
  • separatamente rispetto alle certificazioni dei dati dei redditi di lavoro autonomo, delle provvi­gioni, dei redditi diversi e delle locazioni brevi.
Pertanto, nel caso di coinvolgimento di più professionisti nella gestione delle certificazioni (es. con­sulente del lavoro per i dipendenti e dottore commercialista per i lavoratori autonomi), ognuno di essi può trasmettere in via telematica le Certificazioni Uniche di propria competenza.
 
Inoltre, è possibile effettuare flussi telematici distinti anche nel caso di invio di sole certificazioni dei dati relativi ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, qualora questo risulti più agevole per il so­stituto.
 
3.8.2 Tipologie di invii telematici
Gli invii possono essere:
  • ordinari, con cui si trasmettono i dati richiesti;
  • sostitutivi, con i quali si opera la sostituzione di una certificazione già inviata e acquisita dal sistema telematico;
  • di annullamento, con cui si richiede l’annullamento di una certificazione precedentemente trasmessa e acquisita dal sistema telematico.
Separazione degli invii sostitutivi e/o da annullamento
Qualora il sostituto d’imposta o l’intermediario debba procedere alla sostituzione e/o all’annulla­men­­­to di certificazioni validamente accolte, dovrà procedere ad inviare un apposito flusso com­pren­sivo delle sole certificazioni da sostituire e/o da annullare.
Se il flusso contiene sia invii ordinari che sostitutivi o di annullamento, tale anomalia comporta lo scarto dell’intera comunicazione.
 
3.8.3 Software
Per compilare e inviare in via telematica le Certificazioni Uniche 2020, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile sul proprio sito un apposito software.
 
L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile anche il software di controllo della Certificazione Uni­ca 2020, che consente di evidenziare, mediante appositi messaggi di errore, le anomalie o incon­gruenze riscontrate tra i dati contenuti e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche.
 
3.8.4 Ricevuta di presentazione
Il flusso telematico si considera presentato nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate.
 
La prova della presentazione del flusso è data dalla comunicazione dell’Agenzia delle Entrate:
  • attestante l’avvenuto ricevimento dei dati;
  • rilasciata per via telematica all’utente che ha effettuato l’invio.
 
3.9 Comunicazione della “sede telematica” per la ricezione dei dati dei conguagli dei modelli 730
Unitamente alle Certificazioni Uniche 2020, i sostituti d’imposta devono comunicare all’Agenzia delle Entrate anche la “sede telematica” (propria o di un intermediario incaricato):
  • per la ricezione dall’Agenzia stessa delle comu­nicazioni relative ai conguagli derivanti dalla liquidazione dei modelli 730 (modelli 730-4);
  • compilando il “quadro CT” del modello “ordinario”.
Il “quadro CT” deve essere compilato dai sostituti d’imposta che non hanno ancora comunicato la suddetta “sede telematica” e che trasmettono almeno una certificazione di redditi di lavoro dipen­dente o assimilati con compilazione dei dati fiscali.
 
Deve invece essere utilizzato l’apposito modello “CSO” (approvato, da ultimo, con il provv. Agenzia delle Entrate 12.3.2019 n. 58168) nel periodo dal 26 marzo al 22 gennaio dell’anno successivo, in cui non è più consentita la trasmissione telematica delle Certificazioni Uniche con il “quadro CT” (cfr. circ. Agenzia delle Entrate 12.3.2018 n. 4, § 1).

Comunicazione delle variazioni
In ogni caso, il modello “CSO” deve essere utilizzato per comunicare le successive variazioni, ad esempio la variazione della sede Entratel, l’indicazione dell’intermediario o la modifica dello stesso (cfr. ris. Agenzia delle Entrate 24.4.2017 n. 51 e circ. Agenzia delle Entrate 12.3.2018 n. 4).
 
3.10 Regime sanzionatorio
L’obbligo di trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle Certificazioni Uniche è soggetto ad un pesante regime sanzionatorio, finalizzato al rispetto delle scadenze propedeutiche alla pre­com­pilazione delle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche.
 
In caso di omessa, tardiva o errata trasmissione delle Certificazioni Uni­che, infatti, è prevista l’ap­pli­ca­zione di una sanzione di 100,00 euro per ogni certificazione:
  • senza possibilità, in caso di violazioni plurime, di applicare il “cumulo giuridico” ex art. 12 del DLgs. 472/97;
  • con un massimo però di 50.000,00 euro per sostituto d’imposta.
Se la certificazione è correttamente trasmessa entro 60 giorni dalla sca­den­za, la san­zione è ridotta a un terzo, con un massimo di 20.000,00 euro.
 
3.10.1 Ambito applicativo
Le suddette sanzioni si applicano in relazione a tutte le certificazioni che devono essere trasmesse all’A­genzia delle Entrate, anche se riguardano tipologie reddi­tuali che non rilevano ai fini della pre­com­­pilazione delle dichiarazioni dei redditi (es. redditi di lavoro autonomo professionale, provvi­gio­ni).
 
3.10.2 Correzione entro 5 giorni
Nei casi di errata trasmis­sio­ne, la sanzione non si applica se la certificazione corretta, mediante la sostituzione o l’annullamento della precedente certificazione, viene ritrasmessa entro i 5 giorni suc­ces­sivi alla scadenza.
A tali fini, la circ. Agenzia delle Entrate 19.2.2015 n. 6 (§ 2.8) aveva chiarito che i 5 giorni devono essere conteggiati a partire dalla scadenza ordinaria del 7 marzo, anche se il termine, cadendo di sabato, slitta a lunedì 9 marzo.
Pertanto, per evitare l’applicazione di sanzioni, la trasmissione delle certificazioni corrette deve av­venire entro il 12.3.2020 (5 giorni dal 7.3.2020, anche se opera lo slittamento al 9.3.2020).

Certificazioni Uniche che non contengono dati da utilizzare per la dichiarazione precompilata
A seguito dell’intervento della L. 205/2017, che ha disposto a livello normativo la possibilità di trasmettere entro il termine di presentazione del modello 770 (31 ottobre) le Certificazioni Uniche che non contengono dati da utilizzare per l’elabo­razione della dichiarazione precompilata, deve ancora es­sere chiarito se la possibilità di correzione entro 5 giorni senza sanzioni è applicabile anche alle Certificazioni in esame.
Da un punto di vista letterale, infatti, tale disposizione è riferita solo alla scadenza “ordinaria” del 7 marzo.
 
3.10.3 Scarto dei file
Il provv. Agenzia delle Entrate 15.1.2020 n. 8932 e le istruzioni alla Certificazione Unica 2020 stabiliscono inoltre che, nel caso di:
  • scarto dell’intero file contenente le Certificazioni Uniche 2020, inviato entro il previsto termine, la sanzione non si applica se il soggetto obbligato effettua un nuovo invio ordinario entro i 5 giorni successivi alla data contenuta nella comunicazione che attesta il motivo dello scarto;
  • scarto di singole Certificazioni Uniche 2020, inviate entro il previsto termine, la sanzione non si ap­plica se il soggetto obbligato effettua un ulteriore invio ordinario, contenente le sole certifi­ca­zioni rettificate, entro i 5 giorni successivi alla data contenuta nella comunicazione che attesta il motivo dello scarto (non devono, invece, essere ritra­smesse le certificazioni già accolte).
Certificazioni Uniche che non contengono dati da utilizzare per la dichiarazione precompilata
Da un punto di vista letterale, le suddette disposizioni del provv. Agenzia delle Entrate 15.1.2020 n. 8932 sono riferite solo alla scadenza “ordinaria” del 7 marzo, anche se lo stesso provvedimento evidenzia che, a seguito dell’intervento della L. 205/2017, le Certificazioni Uniche che non contengono dati da utilizzare per l’e­labo­razione della dichiarazione precompilata possono essere trasmesse entro il termine di pre­sentazione del modello 770 (31 ottobre).
Sul punto è quindi necessario un chiarimento ufficiale.
 
3.10.4    Ravvedimento operoso
L’Agenzia delle Entrate, nella circ. 19.2.2015 n. 6 (§ 2.6), ha affermato che per le violazioni relative alla trasmissione telematica delle Certificazioni Uniche non è possibile avvalersi del ravvedimento operoso, ai sensi dell’art. 13 del DLgs. 472/97, in quanto incompatibile con la tempistica prevista per l’elaborazione della dichiara­zione precompilata, che deve essere resa disponibile ai contribuenti entro il 15 aprile.
La posizione dell’Agenzia delle Entrare appare tuttavia discutibile, in quanto l’esclusione del ravve­di­mento non è prevista a livello normativo.
 
  1. CONSEGNA DELLA “CERTIFICAZIONE UNICA 2020” AL CONTRIBUEN­TE-SOSTI­TUITO
Il sostituto d’imposta deve:
  • compilare il modello “sintetico” di Certificazione Unica 2020, secondo le istruzioni approvate dall’Agenzia delle Entrate;
  • rilasciarla al contribuente-sostituito, unitamente alle relative informazioni ap­provate dall’Agen­zia delle Entrate (le istruzioni alla Certificazione Unica 2020 non prevedono più il rilascio in duplice copia).
Il modello “sintetico” di Certificazione Unica 2020, da rilasciare al contribuente-sostituito, è costi­tuito:
  • dalla parte relativa ai dati del sostituto d’imposta e del contribuente-sostituito (lavoratore di­pen­­dente o autonomo, pensionato o altro percettore delle somme);
  • dalla parte relativa alla certificazione dei redditi di lavoro dipendente, assimilati e all’assi­sten­za fiscale, suddivisa tra:
    • dati fiscali;
    • dati previdenziali e assistenziali;
    • dati assicurativi INAIL;
    • annotazioni;
  • dalla parte relativa alla certificazione dei redditi di lavoro autonomo, delle provvigioni e dei redditi diversi;
  • dalla parte relativa alla certificazione dei redditi derivanti dalle “locazioni brevi” ai sensi dell’art. 4 del DL 50/2017;
  • dalla scheda (non presente nel modello “ordinario”) per la scelta della destinazione:
    • dell’8 per mille dell’IRPEF ad una confessione religiosa riconosciuta oppure allo Stato (per scopi di interesse sociale o di carattere umanitario);
    • del 5 per mille dell’IRPEF per il sostegno del settore no profit, delle associazioni sportive di­lettantistiche, degli enti gestori delle aree protette, degli enti di tutela dei beni culturali e paesaggistici, della ricerca scientifica, della ricerca sanitaria o delle attività sociali svolte dal Comune di residenza;
    • del 2 per mille dell’IRPEF al finanziamento di un partito politico iscritto nell’ap­posito Regi­stro nazionale.
Nel caso in cui la Certificazione Unica 2020 attesti solo redditi di lavoro dipendente e assimilati, ovvero solo redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi, o soltanto compensi erogati a seguito di “locazioni brevi”, il sostituto d’im­posta deve rilasciare al contribuente esclusivamente la parte della Certificazione Unica relativa alle tipologie reddituali indicate.
 
4.1 Dati fiscali relativi ai redditi di lavoro dipendente e assimilati
In questa parte del modello “sintetico” della Certificazione Unica 2020 devono essere indicati:
  • i dati relativi ai redditi corrisposti nel 2019;
  • i dati del rapporto di lavoro;
  • le ritenute a titolo di IRPEF e di addizionali regionale e comunale;
  • gli acconti 2019 versati a seguito della presentazione del modello 730/2019, sia in relazione al dichiarante che al coniuge;
  • i crediti non rimborsati a seguito della presentazione del modello 730/2019, sia in relazione al dichiarante che al coniuge;
  • gli oneri detraibili e deducibili;
  • le detrazioni e i crediti d’imposta;
  • i dati relativi al bonus di 80,00 euro in busta paga (c.d. “bonus Renzi”);
  • i dati relativi alla previdenza complementare;
  • i dati relativi ai lavoratori “frontalieri” e ai redditi esenti;
  • i redditi assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta;
  • i redditi erogati da altri soggetti (es. in caso di conguaglio complessivo di fine anno o di ope­ra­zioni straordinarie);
  • i dati relativi ai redditi assoggettati a tassazione separata (TFR e indennità equipollenti, altre indennità, prestazioni in forma di capitale dei fondi pensione, compensi relativi ad anni pre­ce­­denti, ecc.); deve essere indicata anche l’imposta sostitutiva sulle rivaluta­zioni del TFR maturate nell’anno, indipendentemente dalla cessazione del rapporto di lavoro;
  • i dati relativi alle somme erogate ai dipendenti privati per premi di risultato o partecipazione agli utili dell’impresa, soggette all’imposta sostitutiva del 10%;
  • i dati relativi ai familiari fiscalmente a carico, anche qualora non ci siano le condizioni per usu­fruire delle detrazioni IRPEF per carichi di famiglia; l’indicazione del codice fisca­le del co­niuge non fiscalmente a carico è facoltativa; per “coniuge” si intende anche ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso;
  • i dati relativi ai rimborsi di beni e ai servizi non soggetti a tassazione ai sensi dell’art. 51
    co. 2 del TUIR, nell’ambito del c.d. “welfare aziendale”;
  • i dati relativi ai contribuenti residenti a Campione d’Italia.
 
4.2 Dati contributivi INPS ed altri enti e dati assicurativi INAIL
La parte del modello “sintetico” della Certificazione Unica 2020 riguardante i dati relativi alla con­tribuzione dovuta al­l’INPS e ad altri Enti e i dati assicurativi INAIL, invece, è identica a quella del modello “ordinario” (si vedano i precedenti § 3.2, 3.3 e 3.4).
 
4.3 Dati relativi ai redditi di lavoro autonomo, alle prov­vigioni e ai redditi diversi
Nella parte del modello “sintetico” della Certificazione Unica 2020 relativa ai redditi di lavoro auto­no­­mo, alle provvigioni e ai previsti redditi diversi devono essere indicati, in maniera analoga al mo­dello “ordinario”:
  • la tipologia reddituale, sulla base delle previste causali;
  • l’ammontare lordo corrisposto;
  • le somme non soggette a ritenuta per regime convenzionale e le altre somme non soggette a ritenuta;
  • l’imponibile;
  • le ritenute a titolo d’acconto o d’imposta effettuate, nonché le ritenute sospese per effetto di eventi eccezionali;
  • i dati relativi alle addizionali IRPEF regionali e comunali (trattenute a titolo d’acconto o d’im­posta oppure sospese);
  • le spese rimborsate e le ritenute rimborsate;
  • i contributi previdenziali a carico del soggetto erogante o del percipiente;
  • le somme liquidate a seguito di pignoramento presso terzi;
  • le somme corrisposte a titolo di indennità di esproprio, altre indenni­tà e interessi.
A differenza del modello “ordinario”, non sono invece previsti i riquadri relativi all’indicazione:
  • delle somme corrisposte in caso di fallimento e liquidazione coatta amministrativa;
  • dei redditi erogati da altri soggetti;
  • dei dati relativi a casi particolari in presenza di operazioni straordinarie.
4.4 Dati relativi alle “locazioni brevi”
Nel modello “sintetico” della Certificazione Unica 2020 è presente anche il prospetto per indicare i dati dei contratti di locazione breve e le ritenute operate sui relativi corrispettivi, ai sensi dell’art. 4 del DL 50/2017, con un contenuto identico al modello “ordinario”.
 
4.5 Sottoscrizione del sostituto d’imposta
Il sostituto d’imposta può sottoscrivere la Certificazione Unica 2020 anche me­diante sistemi di ela­bo­ra­zione automatica.
 
4.6 Termine di consegna
I sostituti d’imposta devono consegnare ai con­tri­­buenti-sostituiti le Certificazioni Uniche 2020 entro il 31.3.2020.
Anticipazione del termine dal 2021
Si segnala che, a decorrere dal 2021, quindi con effetto dalle Certificazioni Uniche 2021 (relative al 2020), il termine per la consegna al contribuente-sostituito sarà anticipato dal 31 al 16 marzo
(art. 16-bis co. 2 e 5 del DL 124/2019, conv. L. 157/2019), venendo quindi a coincidere con quello previsto per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate.
 
4.7 Modalità di consegna
I sostituti d’imposta, in luogo del­la consegna della Certificazione Unica 2020 in formato cartaceo, pos­sono tra­smetterla al contribuente in formato elettronico, a condizione che il contribuente:
  • abbia la possibilità di entrare nella disponibilità della certificazione e di poterla materializzare per i successivi adempimenti;
  • sia dotato degli strumenti necessari per ricevere e stampare la certificazione rilasciata per via elettronica.
 
4.8 Rilascio di una nuova Certificazione relativa al 2019
Qualora il sostituto d’imposta abbia già rilasciato al sostituito la certificazione relativa ai redditi ero­gati nel 2019, prima dell’approvazione della Certificazione Unica 2020, ad esempio la Certi­fica­zio­ne Unica 2019 a seguito della cessazione del rapporto di lavoro dipendente intervenuta lo scorso an­no, deve rilasciare:
  • la nuova Certificazione Unica 2020, comprensiva dei dati già certificati, in sostituzione della certificazione già rilasciata;
  • entro il suddetto termine del 31.3.2020.
 
4.9 Rilascio di una certificazione diversa dopo la trasmissione all’Agenzia delle Entrate
Nel caso in cui il sostituto d’imposta rilasci una Certificazione Unica 2020 diversa da quella tra­smes­­sa all’Agenzia delle Entrate, deve comunicare al contri­buen­te che, se inten­de avvalersi della dichiarazione pre­com­pilata fornita dall’Agenzia delle Entrate, dovrà:
  • verificare i dati forniti dalla Certificazione Unica rilasciata;
  • procedere a modificare il contenuto della dichiarazione precompilata.
 
4.10 Rilascio della Certificazione relativa al 2020
La Certificazione Unica 2020, relativa al 2019, può essere utilizzata anche per certificare i dati rela­tivi all’anno 2020, fino all’approvazione di una nuova certificazione.
In tal caso, i riferimenti agli anni 2019 e 2020 contenuti nella Certificazione Unica 2020 e nelle re­la­tive istruzioni devono intendersi riferiti ai periodi successivi.
 
È il caso, ad esempio, della certificazione da rilasciare a seguito della cessazione del rapporto di la­­­voro dipendente nel 2020, entro 12 giorni dalla richiesta del lavoratore ces­sato.
 
4.11 Sanzioni in caso di omessa, infedele o tardiva consegna della certificazione
Secondo l’Amministrazione finanziaria, l’omesso, tardivo, incompleto o infedele ri­lascio al contri­­buen­­te-sostituito della certificazione da parte del sostituto d’imposta è punito con la sanzione am­mi­ni­stra­tiva da 250,00 a 2.000,00 euro (ai sensi del­l’art. 11 co. 1 lett. a) del DLgs. 471/97, come modi­ficato dal DLgs. 158/2015).
 
Tuttavia, si ritiene che se la certificazione viene rilasciata successivamente al termine stabilito, ma il ritardo non pregiudica gli obblighi dichiarativi del sostituito, non ostacola l’attività di controllo, non incide sulla determinazione della base impo­nibile e sul pagamento del tributo, la violazione sia “me­ramente formale” e quindi non sanzionabile.